Cortona Residence


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Cortona

La cittā di Cortona, situata ad un'altezza di circa 500 m. sul livello del mare, sul versante di un rilievo montuoso posto tra la Valdichiana e la valle del Tevere, č stato un centro etrusco di notevole importanza.
La posizione strategica della cittā, infatti, predominante all'interno della Valdichiana, permetteva il controllo degli assi viari di collegamento tra le cittā di Arezzo e Perugia, Siena e la Valtiberina. Del periodo etrusco rimangono cospicui avanzi delle mura risalenti forse al V sec. a.C., che si sviluppavano per circa 2 km. Alla fine del IV sec. la cittā di Cortona si allea con Roma
Dopo un lungo periodo di silenzio sul centro toscano, esso ritorna alla ribalta nell'XI sec., in seguito alla formazione delle nuove realtā comunali.
Una testimonianza in tal senso sono, oltre alla creazione di nuove leggi e nuove magistrature cittadine, le vittorie conseguite contro Perugia (1046) ed Arezzo (1065), centri che vogliono ostacolare l'espansione di Cortona ed il suo controllo sulla Valdichiana.
A partire dal XII sec. si assiste, quindi, ad una prima definizione dello spazio urbano all'interno della grande cerchia muraria etrusca, concentrato intorno agli attuali assi viari che si incrociano in piazza della Repubblica e che segnano la suddivisione della cittā in "terzi": via Nazionale - via Roma; via Guelfa - via Dardano; via Ghibellina – via Berrettini.
Č con la piena affermazione del libero comune nel XIII sec., che il centro abitato si caratterizza e si configura definitivamente da un punto di vista urbanistico: nel 1241 č gia esistente il Palazzo Comunale; nel 1245 i rappresentanti della cittā concedono a frate Elia un terreno per edificarvi la chiesa di S. Francesco; nel 1250 viene costruito il Palazzo del Popolo e negli stessi anni č realizzata la fonte (distrutta nel 1530) in piazza del Comune.
Nel 1258, a causa delle mire espansionistiche della vicina cittā guelfa di Arezzo (alla cui diocesi appartiene anche Cortona) gli Aretini, con la complicitā dei Guelfi cortonesi, invadono e saccheggiano la cittā, costringendo all'esilio buona parte della popolazione. I fuoriusciti Ghibellini, tuttavia, approfittando della sconfitta dei Guelfi nella battaglia di Montaperti, guidati da Uguccio Casali e con l'appoggio della ghibellina Siena, riescono il 25 aprile del 1261 a rientrare in cittā.
Dopo un governo popolare durato dal 1319 al 1323 viene nominato signore di Cortona Ranieri Casali. Con la signoria dei Casali durata ottant'anni e l'elevazione nel 1325 al rango di diocesi, Cortona riesce a mantenere il proprio ruolo di centro egemone sulla Valdichiana difendendo la propria autonomia contro le cittā di Arezzo, Siena, Firenze e Perugia. Passata nel 1409 a Ladislao re di Napoli viene definitivamente acquistata per 60.000 fiorini dalla cittā di Firenze nel 1411.
Con la dominazione fiorentina si assiste ad una radicale riorganizzazione degli spazi urbani attraverso l'accorpamento delle case-torri medievali, il restauro dell'acquedotto e del palazzo comunale; nel 1456 prendono il via, inoltre, i lavori di sistemazione della nuova Cattedrale nel luogo in cui sorgeva l'antica pieve di S. Maria, mentre nel 1480 l'architetto senese Francesco di Giorgio Martini dā il via alla costruzione fuori cittā del Santuario della Madonna delle Grazie al Calcinaio. In seguito alla definitiva affermazione del governo dei Medici nella persona di Cosimo I, la cittā vede aumentare la sua funzione strategico-militare in conseguenza della guerra contro Siena, capitolata nel 1555.
Nel 1549 si č intanto provveduto all'erezione nella parte alta del centro abitato della fortezza del Girifalco. A partire dall'elezione di Cortona a sede di capitanato nella seconda metā del Cinquecento ed alla conseguente elevazione al rango di "cittā", il tessuto urbano subisce un adeguamento ai nuovi gusti del manierismo toscano nelle linee architettoniche delle facciate dei palazzi oltre alla costruzione di nuovi edifici religiosi. Nel Settecento, con i lavori di bonifica della Valdichiana, la cittā vede la nascita di una forte opposizione interna da parte della nobiltā terriera locale, preoccupata di perdere gli antichi privilegi. Nell'Ottocento, infine, in seguito alla creazione di nuove vie di collegamento, ed in particolar modo con la nascita della linea ferroviaria passante in pianura nel vicino centro di Camucėa, si assiste ad una ripresa economica del territorio. La cittā nel frattempo si adegua alle nuove esigenze della societā borghese attraverso l'edificazione del teatro civico ed il restauro del palazzo Comunale.


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